EDIFICI STORICI

Il Bivach, o Palazzo della Gran Guardia di Capua

L'edificio della Gran Guardia nell'aspetto definitivo.

Come ogni edificio istituzionale che si rispetti, il Palazzo del Governatore di Piazza dei Giudici poteva contare su sentinelle silenziose di guardia alle attività del municipio cittadino. Durante il viceregno spagnolo, nel corso del Seicento, sorse sul lato est della piazza un edificio per il corpo di guardia al palazzo comunale. Tale struttura sostituiva una primitiva “baracca” che avevo uguale scopo. Fu Ferdinando Ruiz de Castro, viceré del Regno di Napoli, a volere nel 1608 un edificio che avesse dignità di Corpo di Gran Guardia. Durante il Settecento, sotto la dominazione austriaca, quell’edificio assunse il nome di Bivach [‘biwak]. L’impianto originario non era quello che vediamo oggi, ma alcuni disegni ottocenteschi possono mostrarcelo.

L'edificio della Gran Guardia nel corso della sua trasformazione architettonica.

Una tavola del XIX secolo che mostra le differenze tra i due prospetti. Fonte: Pane-Filangieri, Capua. Architettura e arte, vol. II.

L’evoluzione stilistica dell’edificio

Come possiamo vedere dai prospetti in alto, il corpo originario della Gran Guardia era costituito da una facciata molto semplice, con un fastigio centrale e due salienti. In architettura il fastigio altro non è che la parte più alta di un organismo architettonico, vistosamente modellata. E, come notiamo, il fastigio del corpo seicentesco ospitava una nicchia. La nicchia conteneva la statua di Carlo II d’Asburgo, l’ultimo del ramo spagnolo della dinastia, scolpita da Giovan Battista Cappelli nel 1675. Ai lati della facciata, incastonate nel muro dell’edificio, due lapidi: una dedicata al re [KAROLO II REGI CATHOL], l’altra al governatore di Capua del tempo. Nel primo Ottocento il corpo centrale fu radicalmente trasformato in un avancorpo con una copertura a terrazza. La statua fu spostata più in alto, su un piedistallo. Ancora, una terza trasformazione demolì l’avancorpo e la facciata acquisì l’aspetto oggi visibile: tripartita e scandita da quattro pilastri decorativi.

Nel corpo centrale della Gran Guardia furono scolpiti gli stemmi della città e le armi.

Particolare degli stemmi scolpiti da P. Jambarbiero nel 1675. Fonte: Cooperativa Seplasia, Capua. Arte e Cultura, 2007.

Le destinazioni d’uso

L’edificio ha conosciuto numerose trasformazioni nel corso della sua esistenza, non solo nello stile architettonico. Nel 1877, infatti, in epoca unitaria, da Palazzo della Gran Guardia fu tramutato nella sede cittadina delle Poste e Telegrafi. Oggi ospita la sede della Pro Loco cittadina. Sulla facciata retrostante, in cima, nel secolo scorso era presente una torretta. Probabilmente distrutta dal bombardamento del 1943, quella torretta era in realtà un piccolo belvedere che affacciava sulla grande Piazza dei Giudici. Nelle testimonianze dei nostri nonni ricorre come ‘u belvedere ‘e marchisan. Nel 1675, come attesta anche la lapide posta sulla destra della facciata, il governatore di Capua era Fernando Joaquin Fajardo, marchese di Los Vélez e viceré di Napoli. Che sia un omaggio all’antico nobile spagnolo? Fu proprio il Fajardo, d’altra parte, a organizzare una maestosa festa in onore del compleanno del re Carlo II, per la quale l’edificio fu restaurato e ammodernato.

Fabio Carbone

Autore: Fabio Carbone

Divoratore di opere kinghiane, sognatore di perduti mondi omerici, coltivatore di ideali berlingueriani, propugnatore di visioni gramsciane. Rivede in Capua le vestigia perdute della Gilead di Roland Deschain, un tempo gloriosa e prospera.

Il Bivach, o Palazzo della Gran Guardia di Capua ultima modifica: 2019-04-15T08:00:05+02:00 da Fabio Carbone

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