ARTE CHIESE

Il Duomo di Capua

Le rovine del Duomo Di Capua dopo un bombardamento

La basilica cattedrale di Capua è il principale luogo di culto cattolico della città. I capuani lo indicano comunemente come “il duomo“. Il Duomo di Capua è stato dedicato ai Ss. Stefano e Agata, i due patroni della città, fino al bombardamento del 1943 che ne causò la distruzione. Dopo la ricostruzione e la relativa consacrazione la titolarità fu affidata alla figura della S. Maria Assunta. La cattedrale si trova a sud-est rispetto all’originario nucleo urbano longobardo e deve proprio alla dominazione longobarda la sua erezione.

La secolare storia del Duomo dai longobardi ai giorni nostri

Il vescovo capuano Landulfo ne ordinò la costruzione nel 856 d. C. L’edificio originario doveva essere di dimensioni certamente più ridotte delle attuali, con uno spazio a tre navate e la presenza di colonne di spoglio provenienti dall’Anfiteatro Campano. Quando Papa Giovanni XIII elevò la città al rango di arcidiocesi metropolitana nel 966 d. C., quinta metropolia italiana dopo Roma, Milano, Ravenna e Aquileia, la cattedrale fu ampliata. Tra il 1072 e il 1086, infatti, per volere dell’arcivescovo Erveo, sorse lo splendido quadriportico detto “del Paradiso”, che per lungo tempo ospitò le sepolture degli antichi signori di Capua. Alla metà del XI secolo risale la poderosa torre campanaria. Particolare è la costituzione delle due sezioni: l’inferiore in pietra e la superiore in filari di cotto e tufo.

Il Campanile Del Duomo Di Capua

La torre del campanile del Duomo in tutta la sua maestosità.

Nel corso dei secoli i numerosi interventi di ristrutturazione e di ampliamento hanno reso la cattedrale delle dimensioni attuali. Tra le modifiche di rilievo si notano l’ampliamento dell’ala orientale con modifica delle volte delle navate laterali (XV secolo), lo spostamento del coro e della cattedra vescovile nell’area presbiteriale (XVI secolo), la creazione della balaustra sul loggiato superiore all’ingresso con la collocazione delle statue dei Santi Stefano e Agata (XIX secolo).  Il bombardamento del 9 settembre 1943 distrusse completamente la navata centrale e l’area presbiteriale, mentre non riportarono grossi danni il quadriportico, la cripta e la navata laterale destra. La ricostruzione, avviata nel 1949, terminò nel 1957 e diede all’edificio un aspetto moderno.

 L’inestimabile tesoro artistico e la cripta

Lo spettacolo che si presenta a chi si addentra nel Duomo di Capua è unico. La spaziosità e l’altezza sono i primi elementi che saltano agli occhi dello spettatore. Percorrendo la navata centrale è impossibile non restare affascinati dalla solennità della costruzione, nonostante l’evidente discontinuità con l’ambiente delle capriate di copertura risalenti alla ricostruzione post-conflitto. Sarebbe impossibile enumerare e descrivere qui tutte le meraviglie che conserva la Cattedrale di Capua, ma meritano una menzione davvero speciale il supporto per il cero pasquale del vescovo Erveo (XI secolo) e il Cristo deposto nella cripta (XVIII secolo). Notevoli anche gli altari marmorei del XVII e del XVIII secolo, i dipinti dal XVI al XIX secolo, i mosaici dell’ambone originario e la pala absidale.

L'interno del Duomo di Capua

Navata centrale. Sulla destra, appena prima del presbiterio, è visibile il supporto marmoreo del XI sec.

Si presume che il vescovo Erveo diede istruzioni sull’edificazione della cripta, che nell’impianto originario poteva configurarsi come una basilichetta a cinque navate. Senza dubbio il Cristo deposto di Matteo Bottiglieri (1724) è l’opera monumentale maggiormente apprezzata. La scultura è posizionata all’interno di una cappella, più correttamente detta sacello, ridefinita nel corso del XIX secolo ad imitazione del Santo Sepolcro di Gerusalemme. L’opera marmorea è da sempre accomunata al più celebre Cristo velato di Giuseppe Sanmartino (1753) ubicato nella Cappella Sansevero di Napoli. In realtà, come si può desumere dalla datazione, il Cristo capuano ha certamente ispirato lo scalpello dell’artista napoletano.

Il Cristo Deposto Del Duomo Di Capua

Il “Cristo deposto” del Bottiglieri

Nell’immagine di copertina è visibile il Duomo distrutto dal bombardamento del 1943, con il particolare del crollo della navata centrale e, sullo sfondo, del ponte romano.

Fabio Carbone

Autore: Fabio Carbone

Divoratore di opere kinghiane, sognatore di perduti mondi omerici, coltivatore di ideali berlingueriani, propugnatore di visioni gramsciane. Rivede in Capua le vestigia perdute della Gilead di Roland Deschain, un tempo gloriosa e prospera.

Il Duomo di Capua ultima modifica: 2019-02-12T16:10:52+01:00 da Fabio Carbone

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