I CAPUANI RACCONTANO CAPUA

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PERSONAGGI STORIA

Carlo Santagata, un eroe della Resistenza capuana

Carlo Santagata fu ucciso dai tedeschi il 5 ottobre 1943.

Il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia assunse i pieni poteri civili e militari e diede l’ordine dell’insurrezione generale contro i nazifascisti nelle zone occupate del Paese. Nello stesso giorno Mussolini tentava la fuga da Milano verso Como per raggiungere i territori controllati della Repubblica Sociale Italiana. La fuga terminava il 27 a Dongo, dove fu intercettato e catturato dai partigiani. Il giorno successivo fu giustiziato e i tedeschi firmarono la resa definitiva, che entrò in vigore il 2 maggio. L’anno successivo, su proposta del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, Umberto II dichiarò il 25 aprile Anniversario della Liberazione e giorno di festa nazionale. C’era un Paese da ricostruire. Come tante città, anche Capua pagava le conseguenze di una lunga guerra. La Resistenza in Terra di Lavoro acquisì forme e modi diversi. L’emblema della Resistenza a Capua fu un ragazzo, Carlo Santagata.

Una città distrutta

Le conseguenze del bombardamento del 9 settembre 1943 erano sotto gli occhi di tutti. Gli Alleati, per tagliare ogni via di approvvigionamento ai tedeschi, avevano tentato il bombardamento di punti strategici. L’operazione avrebbe dovuto essere precisa e chirurgica, ma le cose non andarono così. Le bombe causarono oltre mille morti, la distruzione o il danneggiamento del 70% del patrimonio artistico e architettonico della città. Lo spettacolo più terrificante fu lo sventramento del Duomo. Interi edifici crollarono e intere strade scomparvero. Lo scenario devastante non conobbe però fine col bombardamento. I tedeschi, per vendicarsi dell’armistizio firmato dal generale Badoglio, iniziarono le rappresaglie contro i civili italiani. Un terrore diffuso aleggiava per le città e per le campagne. A Capua l’attività antifascista gravitava intorno a tre nuclei di resistenza, guidati da Alberto Iannone, Margherita Troili, Aniello Tucci, Luigi Garofano Venosta ed altri.

Carlo Santagata agì in una Capua devastata dalle bombe, come mostra la foto del Duomo.

Lo sventramento del Duomo di Capua in seguito al bombardamento del 9 settembre 1943.

L’atto di eroismo di Carlo Santagata

Nel clima di generale sopraffazione che i capuani vivevano per effetto delle rappresaglie tedesche, un giovane di 16 anni decise di compiere un atto eroico. Carlo Santagata, nativo di Portici, la mattina del 5 ottobre 1943 percorreva la via Appia da Santa Maria Capua Vetere in direzione Capua. All’altezza della località Pagliariello una truppa tedesca, che lì aveva istituito un posto di blocco, lo aveva perquisito e derubato. Carlo si recò quindi in località Macello, prese un fucile e un tascapane pieno di bombe a mano. Tornato sul luogo, il giovane ingaggiò battaglia con i tedeschi. L’atto di guerriglia di Carlo Santagata fu spontaneo ma certamente non istintivo, come si potrebbe credere in un adolescente. Colse i tedeschi di sorpresa e riuscì a ferirne alcuni. Ma, solo contro molti, non poté avere la meglio. Dopo che fu ferito e catturato, fu impiccato ad un gelso piantato lungo la via Appia.

Carlo Santagata fu impiccato al gelso sulla via Appia.

Il gelso a cui fu impiccato Carlo Santagata. L’albero, recintato e protetto, si trova lungo la Nazionale Appia.

L’insurrezione generale caccia i tedeschi

L’episodio innescò una contro-guerriglia capuana. Contemporaneamente all’avanzata delle truppe inglesi all’altezza del ponte della Pierrel numerose sacche di resistenza ingaggiarono lotta contro i tedeschi. Il giorno successivo i nazisti si arresero e confessarono anche quanto accaduto con il giovane Carlo. Nel 1972 il Comune di Capua, in ricordo del sacrificio di Carlo Santagata e degli eroi della Resistenza, appose una lapide accanto al gelso. L’albero compare nell’albo regionale degli alberi monumentali ed è testimone prezioso di quelle giornate. Il testo della lapide, a imperitura memoria, recita così.

A questo albero fu impiccato Carlo Santagata
Medaglia d’oro della Resistenza.
Giovane sedicenne pur reso edotto dal pericolo cui andava incontro
si impegnava da solo in azioni di guerriglia contro il nemico ripiegante
tra Santa Maria C. V. e Capua.
Catturato dal nemico, seviziato e impiccato
immolava la sua giovane esistenza con serenità e virile coraggio.
Luminoso esempio del tradizionale eroismo della gioventù italiana.
Santa Maria Capua Vetere – Capua 5 ottobre 1943

Buon 25 aprile 1945 sempre.

Carlo Santagata, un eroe della Resistenza capuana ultima modifica: 2019-04-25T08:00:09+02:00 da Fabio Carbone
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