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ARTE CHIESE

La chiesa di Sant’Eligio a Capua e l’arco adiacente

Chiesa Di Sant'eligio A Capua Facciata

Al centro di Capua, nella Piazza dei Giudici, si erge una chiesa voluta da un capuano e intitolata ad un santo francese, andando a suggellare il connubio tra Napoli e la Francia portato dai re angioini. Si tratta della chiesa di Sant’Eligio a Capua, edificio sacro che vide la posa della sua prima pietra addirittura nel XIII secolo.

Il prospetto tardobarocco

La costruzione della chiesa di Sant’Eligio di Capua fu voluta dal Gran Protonotaro del Regno, il nobile capuano Bartolomeo de Capua. La consacrazione a sant’Eligio deriva dal fatto che egli fu funzionario della corte dei merovingi, il cui regno era un diretto antenato di quello angioino e, per questo, i regnanti ne avevano particolarmente a cuore il culto. La prima pietra della chiesa fu posta nel 1284 e i lavori proseguirono per circa dodici anni. L’edificio passò all’ordine dei Teatini nella seconda metà del Cinquecento e rimase sotto la loro egida fino al 1788, anno di soppressione del monastero adiacente.

Chiesa Di Sant'eligio A Capua - piazza dei giudici

Particolare di Piazza dei Giudici, con la chiesa e l’arco di Sant’Eligio. Fonte: Fotoeweb

Poco resta della chiesa originaria, soprattutto esternamente. Nel Settecento, infatti, è documentata la presenza di Ferdinando Sanfelice, la cui mano sarebbe riconoscibile anche nello stile tardobarocco della facciata. Il prospetto è organizzato su due ordini. Quello inferiore, caratterizzato della pietra a vista, è diviso in tre parti da due colonne. Ai lati del bel portale sovrastato da un arco spezzato che contiene lo stemma della città, ci sono due nicchie sormontate da un timpano. La cornice marcapiano delimita l’ordine superiore, in pietra levigata, che contiene altre due colonne e il finestrone centrale. Alla sommità, il grande timpano conclude la facciata.

Gli interni della chiesa e l’arco di Sant’Eligio

Grazie agli stucchi bianchissimi della decorazioni, gli interni della chiesa di Sant’Eligio si presentano di una luminosità quasi accecante. La struttura interna dell’edificio si sviluppa su un’unica lunga navata che presenta una volta ad incannucciata. Su ogni lato sono presenti tre cappelle coperte da cupole ellittiche. Il transetto, che interrompe la navata, è sormontato da un’ampia cupola. In fondo alla navata c’è l’altare maggiore, anch’esso settecentesco, realizzato in marmi policromi. Alle spalle dell’altare campeggia una tela, sempre del periodo del restauro, raffigurante la Madonna Immacolata, Sant’Eligio e Santo Teatino. L’unico elemento che resta del precedente gotico è una stanza collegata al transetto destro, che presenta una volta gotica originale. Il campanile, invece, realizzato tra il 1514 e il 1524, è in piperno grigio in uno stile rinascimentale vicino a quello dell’architetto napoletano Mormando.

Altare maggiore della Chiesa Di Sant'eligio A Capua

L’altare maggiore della chiesa. Fonte: Youtube

Prende il nome del santo francese anche l’arco che si trova tra la chiesa e il palazzo seicentesco adiacente. L’ampio fornice risale al XV secolo, mentre la loggia soprastante, che presenta due archi sorretti da colonnine e del secolo successivo. Il passaggio conduceva, in passato, ad un ampio spazio in cui restano le tracce del trecentesco Sedile dei Nobili. Alcuni studiosi hanno ritenuto che l’arco fosse il luogo in cui, nel Cinquecento, venivano esposti i reperti archeologici della città antica e delle zone confinanti.
Si ritiene, inoltre, che l’arco stazioni su una antica porta di accesso alla città. Non abbiamo nessuna certezza su questa teoria che, comunque, sembra essere avvalorata dall’andamento della strada, che ha una evidente conformazione difensiva.

La chiesa di Sant’Eligio a Capua e l’arco adiacente ultima modifica: 2019-04-19T08:00:44+02:00 da Luigi Bove
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