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FESTE E SAGRE TRADIZIONI

La Fiera di Santo Stefano, una storica tradizione capuana

La Fiera di Santo Stefano si svolge nell'area antistante la chiesa.

Nella sua secolare storia la città di Capua ha ricevuto numerose concessioni da parte di imperatori e sovrani. Una delle più importanti e storiche tradizioni che derivano dai privilegi concessi è la Fiera di Santo Stefano, in località Porta Roma. Lo storico capuano Francesco Granata descriveva, nel Settecento, la fiera come compravendita di “porci, impinguati e in grossezza smisurati”.

Una tradizione risalente al Medioevo

Le sue origini sono da ricercare nel lontano XIII secolo, quando nel 1234 l’imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Sicilia Federico II concesse alla città di Capua la franchigia. Nel diritto medioevale la franchigia era un privilegio e, nel caso di Capua, consisteva in una grande fiera annuale della durata di 18 giorni, dal 22 maggio al giorno 8 giugno.

La Chiesa di San Giuseppe e l'area dove tradizionalmente si svolge la Fiera di Santo Stefano.

L’area intorno alla quale si svolge la Fiera. Fonte: La Puntasecca Stampe Antiche.

Mezzo secolo più tardi, nel 1290, il re di Napoli Carlo II d’Angiò concesse le franchigie a tutti i capuani che avessero tenuto la Fiera di Santo Stefano. La concessione si estendeva per nove giorni, quattro prima e cinque dopo la festa del santo. Da allora la Fiera si svolse nel mese di dicembre e in occasione delle festività natalizie. La Fiera di Santo Stefano si teneva in origine nel borgo di San Terenziano. Questo comprendeva l’area dal largo della Chiesa di San Giuseppe in via Fuori Porta Roma fino alle località Silvagni e Piglialarmi in Vitulazio. Carlo II d’Angiò ne decise il trasferimento in prossimità della Chiesa di San Giuseppe, più vicina al borgo cittadino. Roberto d’Angiò, figlio di Carlo II, prima, e Alfonso V d’Aragona, dopo, concessero l’onore della fiera anche alla vicina Santa Maria Capua Vetere.

Un giro d’affari gigantesco per la città

Nel Novecento, grazie alle condizioni sempre più favorevoli di trasporto e di comunicazione, la tradizionale Fiera acquisì sempre più importanza. Basti pensare ai numeri che l’architetto capuano Armando Trimarchi fornì durante una intervista pubblicata nel 1977 su “Il Mattino”. In quell’anno, nel quale la Fiera di Santo Stefano raggiungeva la 543esima edizione, furono contrattati ben 40mila capi di bestiame e oltre 160 espositori da tutta Italia parteciparono all’evento! Nel 1991 la Fiera di Santo Stefano si svolse per l’ultima volta, a causa di restrizioni sanitarie dovute al dilagare del virus della peste suina in atto in quel periodo.

La Fiera di Santo Stefano ospitava la compravendita dei suini.

Una immagine di una edizione passata della Fiera.

Di recente sono stati fatti tentativi sporadici per il ripristino dello storico evento, senza successo. Sarebbe auspicabile che Capua tornasse a far rivivere le sue tradizioni storiche. La Fiera di Santo Stefano è stata per secoli vetrina prestigiosa di promozione di prodotti di tutti i tipi, dagli animali alle stoffe, dalle spezie al pellame.

La Fiera di Santo Stefano, una storica tradizione capuana ultima modifica: 2019-04-23T08:00:00+02:00 da Fabio Carbone
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