I CAPUANI RACCONTANO CAPUA

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ARTE CHIESE

Il borgo di Sant’Angelo in Formis

La celebre Abbazia benedettina di Sant'Angelo in Formis

La celebre Abbazia benedettina di Sant'Angelo in Formis

Sant’Angelo in Formis è l’unica frazione del comune di Capua. Situato ai piedi del Monte Tifata, S. Angelo in Formis ha origini antichissime. Famosa ovunque è l’Abbazia, comunemente detta Basilica benedettina, la cui fondazione attraversa i secoli VI-XII. Dopo la distruzione dell’antica Capua, il borgo di S. Angelo in Formis sviluppò la propria vita intorno all’edificio di culto ricostruito dall’abate Desiderio di Montecassino, futuro Papa Vittore III. Le leggende sulla fondazione del borgo fanno capo a due ipotesi, l’una a carattere mitico e l’altra basata su testimonianze archeologiche.

Il Monte Tifata sovrasta la città di Capua e la frazione di Sant'Angelo in Formis.

Vista del Monte Tifata dalle campagne capuane. Fonte: Fb Colli Tifatini

Le origini del borgo tra mito e storia

L’ipotesi mitica prende corpo dal XIII libro del poema storico Le guerre puniche dello scrittore latino Silio Italico, vissuto nel I secolo d. C. Silio Italico narra di una bellissima cerva donata da Capys, compagno del mitico eroe troiano Enea e fondatore dell’antica Capua, ai capuani. I soldati romani, per propiziarsi la vittoria nelle guerre contro il comandante cartaginese Annibale, catturarono la cerva nei rigogliosi boschi tifatini e la sacrificarono alla dea Diana, divinità protettrice degli animali selvatici e dea della caccia. Lo scrittore latino attribuiva mille anni alla cerva e, di conseguenza, di tanto era antico il culto di Diana Tifatina, alla quale era consacrato un santuario laddove oggi sorge la Basilica benedettina.

Lo studioso Quilici Gigli ha effettuato una ricostruzione del tempio di Diana Tifatina di Sant'Angelo in Formis.

Ricostruzione del tempio di Diana Tifatina dello studioso Quilici Gigli. Fonte: Vesuviolive

L’ipotesi storica attinge all’intreccio tra la fondazione delle colonie greche in Campania tra il VII e il VI secolo a. C. e l’espansione etrusca nel V secolo a. C. Il culto di Diana Tifatina potrebbe essere stato introdotto dai greci, che giunsero qui navigando il Volturno, e successivamente, quando gli Etruschi resero Capua capitale di una confederazione campana, il santuario divenne luogo di culto federale.

Nelle origini del nome un incontro tra epoche

Da cosa deriva la denominazione di Sant’Angelo in Formis? In buona parte si deve al celebre edificio di culto. La Basilica di S. Angelo in Formis è dedicata a san Michele Arcangelo e ad essa ci si riferisce con la qualifica di benedettina perché il suo fondatore, l’abate Desiderio di Montecassino, apparteneva all’Ordine religioso di San Benedetto. La seconda parte del nome potrebbe avere invece origini ancora più remote. In numerose fonti antiche ricorrono i termini latini ad formas, in formis, ex formas. Si può supporre che questi termini si riferiscano appunto alle “formae“, cioè alle sagome di legno che formavano i canali che, in età romana, dai boschi tifatini portavano acqua all’antica Capua. In tempi recenti si è pensato che il termine in-formis potrebbe riguardare proprio la Basilica, facendo riferimento, secondo una interpretazione teologica medioevale, al carattere “senza forma” del luogo, in quanto casa di Dio.

A Sant’Angelo in Formis si decisero le sorti dell’Unità d’Italia

Già teatro di importanti scontri nella guerra annibalica (216-215 a. C.) e nella guerra civile tra Mario e Silla (83 a. C.), a Sant’Angelo in Formis si svolse la celebre Battaglia del Volturno tra l’esercito garibaldino e le truppe borboniche che fu fondamentale per le sorti dell’Unità d’Italia. Il 1 ottobre 1860 i due eserciti si scontrarono alle pendici del Monte Tifata in una feroce battaglia, nella quale lo stesso Garibaldi rischiò la vita, che si concluse con la ritirata dei borbonici che avevano invano tentato di riconquistare Sant’Angelo in Formis Santa Maria Capua Vetere. Ne conseguì il celebre incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele a Teano il 26 ottobre 1860 e all’annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d’Italia. Nel 1880 il comune di Capua ordinò la costruzione del Cimitero dei Garibaldini, dove riposano le spoglie dei volontari caduti durante la battaglia.

Lapidi del cimitero dei garibaldini di Sant'Angelo in Formis.

Il cimitero dei Garibaldini di Sant’Angelo in Formis. Fonte: Corriere CE

Il borgo di Sant’Angelo in Formis ultima modifica: 2019-03-06T10:00:33+01:00 da Fabio Carbone
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